Realizzazione e manutenzione impianti antincendio

Realizzazione, progettazione e fornitura impianti antincendio

L’impianto idrico è costituito da tubi e macchinari, in grado di trasportare acqua da un punto a un altro.

I materiali più usati per realizzare queste tubature sono:

  • acciaiozincato  (saldabile e filettabile),
  • acciaio nero  (saldabile e filettabile, necessita di verniciatura o catramatura esterna per la protezione contro la corrosione; impiegato quasi esclusivamente per condotte di grosso diametro con giunzioni flangiate),
  • acciaio inox  (presente sul mercato in varie tipologie: tubi leggeri saldabili, tubi serie media o pesante saldabili e filettabili, tubi a parete sottile per sistemi a pressare),
  • rame (in rotoli o verghe a seconda del diametro, utilizzabile con raccordi a saldare, a pressare o a stringere),
  •  polipropilene (solo termosaldabile),

multistrato, composto da un tubo in plastica alimentarericoperto da uno strato di alluminio ed un altro in plastica (quest’ultimo può essere piegato a mano e/o con l’uso di molle per evitare lo schiacciamento ed eventuale riduzione di portata; può essere pressabile o a stringere).

Le tubature vengono poi rivestite con materiali isolanti di spessore compreso tra i 5 e i 12 mm (ad esempio il neoprene), portando diversi vantaggi: l’isolamento infatti protegge le tubature dalla corrosione, evita la condensazione esterna per le condutture di acqua fredda o la dissipazione del calore per quelle di acqua calda e attutisce rumori e vibrazioni causati dal passaggio dell’acqua a pressioni elevate.

 

IMPIANTI ANTINCENDIO

La prevenzione incendi secondo la legge italiana, indica il complesso delle attività finalizzate alla prevenzione del rischio e/o finalizzate ad evitare il sorgere di incendi.

All’interno dei luoghi di lavoro è d’obbligo, per i datore di lavoro, redigere una valutazione dei rischi, come stabilito dal testo unico sulla sicurezza sul lavoro, che comprende la valutazione e la prevenzione di un eventuale incendio, dato che quest’ultimo può creare seri danni al lavoratore, come ad esempio: un’azione termica, ustioni, la riduzione della visibilità, soffocamento, anossia, un’azione tossica dei fumi. Per specifiche attività inoltre, è necessario l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), il quale prevede generalmente una fase di progettazione, realizzazione delle opere di adeguamento e certificazione finale. Il CPI deve essere rinnovato ogni 5 anni. Non sempre è semplice individuare se l’attività necessita o meno di questo certificato, è quindi doveroso affidarsi ad un tecnico o a servizi online per eseguire una valutazione di assoggettabilità.

Sorgenti di innesco di un incendio:

Si suddividono in quattro categorie:

1.    Accensione diretta:una scintilla, ad esempio, entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno.

2.    Accensione indiretta:avviene per convezione, conduzione e irraggiamento termico.

3.    Attrito:avviene per sfregamento di due materiali.

4.    Autocombustione o riscaldamento spontaneo:esempio, reazioni chimiche, lenti processi di ossidazione; dove il calore è prodotto dal combustibile.

All’interno dei luoghi di lavoro è d’obbligo, per i datore di lavoro, redigere una valutazione dei rischi, come stabilito dal testo unico sulla sicurezza sul lavoro, che comprende la valutazione e la prevenzione di un eventuale incendio, dato che quest’ultimo può creare seri danni al lavoratore, come ad esempio: un’azione termica, ustioni, la riduzione della visibilità, soffocamento, anossia, un’azione tossica dei fumi. Per specifiche attività inoltre, è necessario l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), il quale prevede generalmente una fase di progettazione, realizzazione delle opere di adeguamento e certificazione finale. Il CPI deve essere rinnovato ogni 5 anni. Non sempre è semplice individuare se l’attività necessita o meno di questo certificato, è quindi doveroso affidarsi ad un tecnico o a servizi online per eseguire una valutazione di assoggettabilità.

Sorgenti di innesco di un incendio:

Si suddividono in quattro categorie:

  1. Accensione diretta:una scintilla, ad esempio, entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno.
  2. Accensione indiretta:avviene per convezione, conduzione e irraggiamento termico.
  3. Attrito:avviene per sfregamento di due materiali.
  4. Autocombustione o riscaldamento spontaneo:esempio, reazioni chimiche, lenti processi di ossidazione; dove il calore è prodotto dal combustibile.